Moviecult – Ritorno al futuro

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Quando ero piccola mi piaceva giocare alla maestra d’asilo con i miei peluche.
Li prendevo tutti dal mio letto per portarli uno ad uno sotto la scrivania della cameretta, la quale nella mia immaginazione doveva essere l’aula del mio asilo e lì mi immedesimavo nel ruolo della maestra.
Tra tutti i miei peluche, però, ce n’era uno a cui ero più affezionata. Non so bene il perché, in fin dei conti non aveva nulla di speciale. Era un semplice orsacchiotto dal pelo bianco, che indossava un pigiamino rosa e un cappellino a forma di cono alla cui punta  era cucito un pompon tutto bianco.
Non c’era un motivo particolare, era un semplice orsacchiotto ma io lo adoravo talmente tanto da avergli dato il nome di uno dei personaggi del mio film preferito in assoluto: Doc di Ritorno a futuro.
La mia passione per i film nasce molto prima di quella per la lettura ed ho davvero tantissimi ricordi della mia infanzia legati ad ognuna delle pellicole che porterò in questa rubrica. Ogni singolo film che analizzerò qui ha per me un valore affettivo che non riesco ad esprimere fino in fondo, ognuno di loro mi ha formata e resa la persona che sono perché che ci crediate o no, io ho letteralmente consumato i nastri delle videocassette che popolavano il salone di casa mia.
Quando ripenso a quegli anni, sento ancora forte e chiara la voce di mia madre che mi dice «Ancora Jumaji?» o «Ancora La storia fantastica?» oppure «Ancora Labyrinth?».

Tutte queste storie oltre ad aver influenzato tante persone come me, hanno fatto la storia del cinema e il film che ho selezionato per questo secondo Moviecult è di certo laentertainment-2014-10-leonard-sheldon-raj-big-bang-theory-main pellicola più iconica della produzione anni ’80 e senza ombra di dubbio la più intramontabile. Ancora oggi nonostante siano trascorsi ben 34 anni, gli vengono attribuiti innumerevoli omaggi: dalle action figure per i collezionisti incalliti, al fun club ufficiale sempre presente ad ogni fiera, alle innumerevoli citazioni cinematografiche come ad esempio la celebre scena nel telefilm The big bang theory, dove il gruppo di scienziati cerca di ricostruire i vari collegamenti tra le diverse epoche riportate nella trilogia (1985, 1955, 2015 e 1885).

Quanti di noi almeno una volta nella vita, si sono ritrovati a pensare di aver voluto incontrare i propri genitori da adolescenti per vederli magari tra i corridoi di scuola, come si integravano con gli altri ragazzi o come vestivano?
E pensare che senza questa fantasia la pellicola di Ritorno al futuro non sarebbe mai approdata sui grandi schermi.
Infatti, in un giorno come tanti altri, Bob Gale (padre ideatore del concept) è a casa dei suoi genitori in Missouri per concedersi una breve vacanza con lo scopo di distrarsi dai pessimi risultati ottenuti al botteghino dalle sue ultime produzioni. Per passare il tempo, trova dei vecchi annuari scolastici di sua madre e suo padre da ragazzi e scopre dettagli nuovi sull’adolescenza dei suoi genitori, come ad esempio che il padre era stato caposcuola.
Ecco che la sua mente inizia a viaggiare con l’immaginazione, focalizzandosi su quel padre che ai suoi occhi era sempre apparso come uno sfigatello sempliciotto.
Chissà come sarebbe stato se fosse andato a scuola con il suo vecchio, se si fossero piaciuti e se non fossero andati d’accordo. Vi ricorda qualcosa?
13aPoco dopo il soggiorno a casa dei suoi, Gale si ritrova a parlare con Robert Zemeckis (regista del film) della sua fantasia su suo padre. Il regista però, divertito da questo racconto, aggiunge ulteriori dettagli come: Immagina invece se tua madre, che ha sempre dichiarato di non aver mai baciato un ragazzo durante gli anni scolastici, in realtà fosse un’adolescente in preda agli ormoni e un po’ svampitella?
Me li immagino già come due grandi amiche del cuore alle quali viene la stessa idea contemporaneamente e scambiandosi una semplice occhiata si trovano d’accordo.
Ecco come nacque il capolavoro cinematografico che tutti noi ancora oggi amiamo.

Un film costruito sulla base di concetti complessi di fisica e scienza, ma che vengono riproposti allo spettatore in maniera semplice ed efficace. Marty è un ragazzo di diciotto anni, all’apparenza un adolescente come tanti altri che ha la passione per lo skateboard, suona in una rock band e ha una fidanzata dolce e premurosa, che lo sprona a non perdersi d’animo davanti alle prime difficoltà.
Come può diventare quindi il migliore amico del Dott. Emmett Brown, uno scienziato pazzo ed emarginato dal resto della società? Non ci è dato saperlo, ma d’altronde non è importante, perché ci bastano poche scene per capire che l’amicizia che li lega è vera e sincera, destinata a durare nel tempo.
Ed è proprio in nome di questa amicizia che Doc invita Marty ad assistere alla sua più grande invenzione: una DeLorean trasformata in una macchina del tempo.8172d560-f2b5-0133-800e-0e31b36aeb7f
Tutto sembra funzionare, fino a quando nel pieno dell’esperimento arrivano dei terroristi Libici a vendicarsi per il plutonio rubatogli da Doc, necessario per far funzionare la macchina.
Durante l’assalto, Doc viene ucciso e Marty in preda al panico sale sulla DeLorean e inizia a guidare per mettersi in salvo, arrivando però alle 88 miglia orarie ed attivando inconsciamente il viaggio indietro nel tempo, fino all’anno 1955.

Ed è proprio il tempo il vero protagonista del film, che viene riportato in scena molteplici volte, basti pensare alla prima sequenza: siamo a casa di Doc, la telecamera mostra molto lentamente l’arredamento circostante.
Le pareti sono colme di orologi e sveglie di ogni tipo, che scandiscono il trascorrere dei minuti con quell’incessante ticchettio sincronizzato, sino a quando iniziano a suonare tutte contemporaneamente all’ora preimpostata dallo scienziato il tutto concludendosi a ritmo della canzone Back in time.
Ma non si limita tutto a questa scena, pensiamo anche con quanta insistenza Marty ribadisce al giovane padre George McFly l’orario di incontro nel parcheggio della scuola per il ballo di fine anno o a tutto il piano ideato da Doc per far sì che la DeLorean raggiunga le 88 miglia orarie proprio nell’orario preciso in cui il fulmine colpirà l’orologio della torre e permettendo così a Marty di tornare nel 1985.
BBTF2Nonostante il successo intramontabile, Gale e Zemeckis non ebbero vita facile per via dei pregiudizi causati dai loro precedenti insuccessi. Infatti non tutti sanno che l’idea iniziale non prevedeva una DeLorian come macchina del tempo, considerata anzi come tra le peggiori macchine in circolazione. In origine la bozza del film prevedeva come macchina del tempo un frigorifero adoperato nei test atomici durante gli anni 50.
Vi immaginate i ragazzini di allora, che per imitare il viaggio nel tempo di Marty McFly entrano nel frigorifero, con alte probabilità di rimarvici chiusi dentro?
Di fronte a questa grottesca visione, fortunatamente Zemeckis riuscì a far cambiare l’idea rielaborando l’estetica della DeLorian, scelta soprattutto per via delle portiere laterali che la facevano assomigliare ad un’astronave. Idea che si rivelò vincente, dato che ancora oggi rimane uno dei simboli più famosi ed apprezzati dai fan, tanto da essere riutilizzato ancora al cinema (vi dice niente Ready Playerone?)

Gli anni passano e Ritorno al futuro non smette mai di stupire e dare insegnamenti, ma uno in particolare è alla base di tutta la trilogia, ossia il percorso di crescita che ti porta dal semplice adolescente a persona matura: lo vediamo nel giovane George McFly che daMartygeorgenotes ragazzino timido ed introverso, acquisisce sicurezza in se stesso e nelle sue capacità che lo portano a diventare uomo adulto e scrittore di successo. Lo vediamo nella giovane Lorraine, che da frivola e civettuola ragazzina alla quale importa solamente l’aspetto esteriore, capisce che quello che conta davvero in una persona è ciò che ha dentro, innamorandosi così del suo vero amore.
Ma soprattutto lo vediamo in Marty, che da adolescente si vede costretto a comportarsi da adulto responsabile cercando di badare ai suoi giovani genitori, dando loro saggi consigli e diventando un modello di riferimento.

Non spenderò parole sulla recitazione in questo film, perché ragazzi non c’è bisogno che arrivi io per dirvi che è impeccabile. Michael J. Fox è perfetto nei panni di Marty McFly, quasi ci rivediamo in lui quando spiega e rispiega dei concetti basilari al padre o quando ne prende le difese dai bulli della scuola.

Che dire, invece, di Christopher Lloyd? Emmett Brown, rinominato scherzosamente Doc, sembra essere il suo alter ego.
suo favore, la chioma brizzolata tipica dello scienziato pazzo e quella sua mimica facciale pazzesca che rende unica ogni situazione del film.
Back-to-the-Future2Come dimenticare quel suo “Grande Giove”, o la sua reazione divertita nello scoprire che nel futuro di Marty un attore sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti, scena che fece realmente divertire Ronald Regan quando guardò il film per la prima volta.
Il presidente attore divenne talmente fan della pellicola, tanto da riportarne una citazione durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione del 1986 affermando che “Dove stiamo andando non avremo bisogno di strade”, ultima battuta di Doc durante la scena finale del film.

Dubito che ci sia ancora qualcuno che al giorno d’oggi non abbia visto Ritorno al futuro e spero vivamente che non sia così, perché tutti noi abbiamo bisogno di film immortali come questo.
Tutti noi abbiamo bisogno di film così vitali e di un amico come Doc Brown che ci dia l’importante insegnamento che il futuro non è ancora stato scritto, quello di nessuno.
Il vostro futuro è come ve lo creerete, perciò createvelo buono.

PluffaCalderone

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Informazioni su lastanzadipluffacalderoneblog

Mi chiamo Denise ma già da qualche tempo gli amici hanno iniziato a chiamarmi Pluffa. Inguaribile sognatrice e lettrice compulsiva, ho aperto un blog letterario per condividere la mia più grande passione e per migliorare in ciò che spero, un giorno, diventi il mio futuro.
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6 risposte a Moviecult – Ritorno al futuro

  1. frulla95 ha detto:

    Ooh uno dei miei film preferiti, affrontato e analizzato con un approccio molto personale che ho davvero apprezzato.
    Recensione impeccabile! 🙂

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  2. marisasalabelle ha detto:

    Ritorno al futuro,tutta la trilogia ma in particolare il primo episodio, è un film di culto nella mia famiglia: i miei figli e i figli di mia sorella, cresciuti negli anni ’80/90, ne citano ancora interi brani a memoria!

    "Mi piace"

  3. La mia trilogia cinematografica preferita!

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