Recensione || Morgana di Michela Murgia

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Essere Morgane significa proteggere il proprio valore anche quando tutto intorno a te
ripete che non ne hai.

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Uno dei primi articoli che ho postato qui nella mia piccola stanza, riguardava quanto la routine di quel momento preciso della mia vita mi stesse prosciugando. Mi sentivo un involucro vuoto il cui unico scopo era alzarsi al mattino e percorrere la strada che separava casa mia dal mio lavoro d’ufficio, per poi attendere pazientemente la fine della giornata e percorrere la stessa strada al contrario. Così, giorno dopo giorno sempre le stesse azioni proprio come in quel vecchio film con Bill Murray, Ricomincio da capo.
Iniziai a vedere uno spiraglio di luce nei libri, nella lettura e soprattutto nella scrittura, cosa che mi è piaciuta fare sin dalle scuole e che in qualche modo mi è sempre calzata a pennello, proprio come un vestito cucito su misura.
Fu così che aprii, quasi per gioco, il blog in cui ora scrivo con tanto amore e dedizione, anche se inizialmente non fu sempre rose e fiori. Le critiche e le osservazioni, spesso fatte da chi amavo, non mancavano mai e alla fine mi ritrovavo sempre col mettermi da sola in discussione arrivando a modificare il mio modo di parlare, i miei interessi e persino le mie letture e lo stile delle mie recensioni.
IMG_0665Sono passati ormai tre anni da quell’articolo e di cose ne sono cambiate, soprattutto la maniera in cui vedo me stessa, la me lettrice, la me scrittrice e me come donna.
In un certo qual modo sono grata a quel periodo perché mi ha aiutata a capire chi sono davvero e che, a dispetto delle critiche alle quali sono stata sottoposta, credo davvero nelle mie doti e capacità. Una visione tipica da Morgana.
Già da tempo seguo Michela Murgia sui social e mi è bastato davvero poco per identificarmi in ogni sua singola parola, ma con Morgana mi ha completamente conquistata.
Avevo sentito parlare del suo podcast tenuto insieme a Chiara Tagliaferri, ma quando con mia grande sorpresa mi è stato regalato il libro non potevo che partire proprio da questo, dalla raccolta di dieci biografie. “Storie di ragazze che tua madre non approverebbe”, ma che voi imparerete a conoscere, rispettare, idolatrare, imitare tanto da portare avanti a testa alta la vera essenza che si cela dietro al titolo Morgana.
Dieci sono le biografie selezionate dalla Murgia e dalla Tagliaferri, ma senza ombra di dubbio una mi è entrata dentro, marchiandomi del fuoco che contraddistingue una vera strega che si rispetti. Il podio per quanto mi riguarda va alla storia di Moana Pozzi, seguita  poi da Tonya Harding e Vivienne Westwood.

 

Nella cornice di questa morale cattolica fortissima e ipocrita, tutta a sfavore delle donne, per una come Moana Pozzi i guai sono già un destino scritto. Lei infatti non solo ha le pulsioni, ma vuole farne un mestiere e non ha alcuna intenzione di praticarlo nell’ombra. In un mondo binario dove puoi essere solo santa o puttana, lei di diventare santa non ha mai avuto l’intenzione, anche se proveranno a proporne la beatificazione, dopo la morte.

 

La vita di Moana Pozzi è controcorrente, fuori dagli schemi che la società impone e contro l’etica che le stesse donne all’epoca si imponevano di dover seguire; ma nonostante ciò il senso di ribellione volto a spezzare le catene di questi ridicoli schemi in cui vi era rinchiusa la figura della donna ed il suo ruolo, il sapore di una vita libera in cui sentirsi appagata e realizzata hanno reso Moana il mito che oggi conosciamo e la Morgana che difficilmente cancellerò dalla mia mente.
Ha letteralmente fatto suo un argomento tabù come il sesso, smantellandone ogni preconcetto tanto da esibirlo pubblicamente in ogni sua forma per costruirci pian piano le basi di lavoro sino ad erigere un vero e proprio impero incontrastato e svincolato da inutili schemi.
Ma Moana, da vera strega, non si è limitata solamente al mondo del sesso, ma ha fattoIMG_0664 sua anche la figura della donna, stravolgendone l’imposizione di moglie devota e dedita casalinga il cui unico scopo nella vita è soddisfare appieno il proprio marito a cui ha giurato fedeltà in salute e malattia. No, anche la donna ha desideri, passioni, sogni che possono essere altrettanto spinti ed erotici di quelli degli uomini. Anche la donna può essere altrettanto vogliosa ed avere pulsioni inimmaginabili.
Oggi, grazie all’impulsività e sensualità di Moana, ci sentiamo un po’ più libere di poter esprimere i nostri desideri sessuali, le nostre fantasie erotiche più perverse ed eccitanti senza vergogna o paura.
Ogni singola biografia ha eventi unici ed inimitabili che rendono ognuna di queste donne dei modelli da cui trarre ispirazione continua e nonostante la singolarità, le varie storie sono collegate tra di loro dallo spirito ribelle della Morgana. Nota di merito va senza ombra di dubbio allo stile adottato dalla Murgia e dalla Tagliaferri, abili maestre nel raccontare catturando totalmente l’attenzione del lettore non dimenticando di aggiungere quel tono sarcastico come marchio di unicità.
Lo vediamo con il capitolo dedicato a Moana, ma anche con Tonya Harding: un modello estremamente negativo, dove è tangibile la tossicità emanata dal suo personaggio nel mondo del pattinaggio, ma grazie alle parole e alle descrizioni delle autrici non possiamo che ammirare il coraggio e la caparbietà di Tonya nel persistere a voler raggiungere i suoi obiettivi e sogni da pattinatrice.
Lo vediamo con Vivienne Westwood, che nonostante le difficoltà economiche iniziali in un modo agguerrito e chiuso come quello della moda, se ne infischia delle tendenze e porta avanti a testa alta il suo stile trasandato e decisamente “brutto”, rivoluzionando il concetto del gusto tanto da diventare il marchio di fabbrica di famose band del calibro dei Sex Pistols.

 

Se sei donna è assai probabile che resterai solita stronza per sempre, specialmente se avevi i numeri per essere maestra sin da subito. Il mondo le donne le vuole vittime e persona loro il successo solo se rappresenta il riscatto da una condizione drammatica e svantaggiata. In loro tollera il talento solo se chiedono scusa per il fatto di averlo, bussando piano piano ed entrando in punta di piedi laddove gente che vale un terzo spalanca le porte con baldanza. […] Se scegli un perché invece che un per chi, vivrai e morirai da sola, le donne che scelgono se stesse perdono infatti il diritto alla felicità.

 

Quest’anno le mie letture si stanno incontrando tutte sullo stesso fronte, interamente a tema femminismo e senza ombra di dubbio Morgana di Michela Murgia rientra non solo tra le letture più belle ed emozionanti di questo 2019, ma tra ciò che mi definisce come lettrice e ciò in cui credo come donna. Perché spero, un giorno, di essere un briciolo della Morgana che sono rappresentate in queste pagine.

 

voto: 5

PluffaCalderone

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Informazioni su lastanzadipluffacalderoneblog

Mi chiamo Denise ma già da qualche tempo gli amici hanno iniziato a chiamarmi Pluffa. Inguaribile sognatrice e lettrice compulsiva, ho aperto un blog letterario per condividere la mia più grande passione e per migliorare in ciò che spero, un giorno, diventi il mio futuro.
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5 risposte a Recensione || Morgana di Michela Murgia

  1. annaecamilla ha detto:

    I libri sono la mia fonte di vita. Mi salvano sempre!!! Brava🥰🥰🥰🥰

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  2. Vale Relli ha detto:

    Dopo questo bellissimo post non posso far altro che andare a comprare il libro.
    Chissà che non possa anche io prendere spunto da queste donne per affrontare la mia vita!

    "Mi piace"

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