Harry Potter e la maledizione dell’erede di John Tiffany e Jack Thorne

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about the book

Titolo: Harry Potter e la maledizione dell’erede
Autori: John Tiffany e Jack Thorne
Editore: Salani Editore
Pagine: 342
Cartonato: € 19,80   ● Ebook: € 14,99
Trama: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.

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review

E’ strano ritrovarmi qui a scrivere la recensione dell’ottava storia sul mondo di Harry Potter. E’ strano perché sono passati ormai nove anni dal settimo capitolo ed ormai nella mia mente le avventure dei tre maghi si erano concluse sul binario 9¾, con un Harry ormai invecchiato che rassicura il figlio su quanto non ci sia nulla di male essere smistati in Serpeverde.

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Tutti quanti noi ci siamo sempre chiesti negli anni a seguire, come se la sarebbero cavati i giovani Potter durante la carriera scolastica ad Hogwarts, destreggiandosi tra la lezione di pozioni o le partite di Quidditch. E nove anni dopo, la risposta alle nostre numerose domande è arrivata, sotto forma di… copione teatrale, scritto da… John Tiffany e Jack Thorne e approvato proprio da lei… dalla nostra amata J. K. Rowling.
La mia domanda non è “perché”, ma “era proprio necessario?” Non fraintendetemi, penso con ogni fibra del mio essere che non ci siano MAI abbastanza storie sul mondo dei maghi, ma perché proprio un seguito sui figli di Harry Potter?
Vi sono così tante storie, così tanti 20150928_192654aneddoti sul mondo magico, basti vedere i tre volumi pubblicati dalla Rowling per beneficenza, quali Il Quidditch attraverso i secoli, Le fiabe di Beda il Bardo e Animali fantastici, dove trovarli. Certo, parliamo di piccoli volumi, ma pur sempre ben scritti ed interessantissimi, ricchi di aneddoti e particolarità.
O ancora, per chi bazzica su Pottermore, sa perfettamente quante novelle la Rowling abbia pubblicato su qualsiasi curiosità, dalla storia sulla vita di Minerva McGranitt o sui fantasmi di Hogwarts.
Ma la Rowling, nonostante non abbia scritto di suo pugno l’ottavo capitolo, ha comunque dichiarato che Harry Potter e la maledizione dell’erede è canonico. E’ il seguito ufficiale, quindi dobbiamo metterci il cuore in pace.
Ma entriamo nel dettaglio, qual’è il vero problema di questa nuova storia? Come prima cosa come già saprete non si tratta di un romanzo, ma del copione dell’opera teatrale. Ora, capisco che ci saranno state delle lamentele, in quanto lo spettacolo al momento viene messo in scena solamente a Londra e quindi, non avendo tutti la possibilità di potervi assistere dal vivo; hanno pubblicato il volume per “renderci partecipi” (traendovi inoltre un enorme guadagno), però dedicare qualche mese in più per sviluppare il tutto sotto forma di romanzo sarebbe stato già un enorme passo avanti. Infatti mentre leggevo, la storia era totalmente apatica, vuota ed impersonale. Mi ha dato le stesse sensazioni di quando si legge la lista della spesa.
Oltre a questo, il secondo grande problema, legato alla modalità di scrittura scelta; è la trama. Purtroppo, nonostante la Rowling ne abbia dichiarato l’ufficialità, non ho riconosciuto nemmeno per un secondo quella sensazione di familiarità che il mondo Potteriano mi ha sempre trasmesso durante la lettura.
Tutti, amanti e non del genere, sanno la maestria e le qualità di scrittrice che rendono la Rowling un’acclamata autrice mondiale e la sua assenza in questo volume si sente in ogni parola. Infatti la trama sembra una Fanfiction scritta da una quattordicenne alle prime armi.
Penso che ormai sappiate tutti quale sia la storia, Albus Severus, secondogenito di Harry e Ginny, pianificherà insieme a Scorpius Malfoy, unico erede di Draco, di tornare indietro nel tempo e salvare da un’ingiusta e prematura morte il povero Cedric Doggory.
Oltre ad essere scritta male è anche priva di fantasia e caratterizzazione dei personaggi. Infatti gli autori non hanno faticato molto per costruire dei personaggi, in quanto hanno semplicemente preso quelli originali e capovolti. Mi spiego meglio:tumblr_static_d5m66w9o914w4c4k8soc4ks8g_2048_v2
Se Harry era Grifondoro, Albus sarà Serpeverde, se Harry era un volatore eccellente Albus non riuscirà a farsi obbedire nemmeno dalla sua scopa, se Harry era un’ottimo giocatore di Quidditch Albus sarà l’antisport in persona. Stessa cosa con Scorpius, se Draco si faceva rispetare, Scorpius sarà il simpaticone e amicone di turno, se Draco era menefreghista rispetto allo studio, Scorpius sarà un ottimo allievo e se Draco era un degno rivale di Harry a Quidditch, Scorpius farà compagnia ad Albus nel club delle schiappe.
Anche i nostri vecchi amici, che negli anni abbiamo imparato a conoscere e ad amare, per molti aspetti sono irriconoscibili.
L’esempio lampante è l’apprezzamento che Draco fa nei confronti di Hermione.
«Prendo ordini da Hermione Granger. E mi piace anche abbastanza.»
Ok, nel corso degli eventi ne I doni della morte, Draco matura e fa dei cambiamenti importanti nella sua vita, ma sicuramente non farebbe mai degli apprezzamenti nei confronti di un mezzosangue, soprattutto se si tratta di Hermione.
Infine l’ultimo personaggio che, a parer mio, hanno davvero stravolto rendendolo irriconoscibile è Voldemort.
Non è uno spoiler il fatto che in questo volume si vociferi che Colui che non deve essere nominato abbia dato alla luce un erede, è una notizia che viene svelata nelle prime pagine.
Ora, questa cosa non è per niente credibile. Ne I doni della morte, viene spiegata la motivazione che ha spinto Voldemort ha creare gli Horcrux, ovvero l’obiettivo di vivere in eterno. Ecco perché il suo personaggio, in questa storia, non è credibile!
Voldemort avrebbe ritenuto una cosa indegna avere un erede, lui stesso si considerava eterno tanto da arrivare quasi a renderlo tale.

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Nonostante questo mio lungo sproloquio, non condanno quest’ottava storia come molti hanno fatto. Semplicemente cercherò di convincere il mio subconscio che si tratti davvero di una fanfiction e che non sia stata dichiarata ufficiale!

voto: 2

PluffaCalderone

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