RECENSIONE | Your Name

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Ci sono volte quando mi sveglio la mattina che… non so per quale motivo, ma mi ritrovo con le lacrime agli occhi.
Il solito sogno che ho fatto, ma che non riesco mai a ricordare.
Però la sensazione di aver perso qualcosa, quella rimane anche dopo molto tempo.

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Negli ultimi anni la cultura giapponese sta raggiungendo sempre più la parte occidentale del mondo, soprattutto nel nostro paese. Si nota principalmente con le fiere a tema, dove numerosi partecipanti vi si recano anche in Cosplay ossia la pratica di travestirsi da personaggi di anime o fumetti.
Per quanto riguarda il cinema invece? I cinema italiani non lasciano molto spazio ai film del Paese del Sol Levante ai quali si dedicano non più di tre giornate di proiezione, ma quest’anno il grande schermo si è dovuto ricredere con il film
your-name.jpegrivelazione di Makoto Shinkai, Your Name il quale, dati gli incassi, è stato riproposto diverse volte sino all’ultima proiezione in occasione di San Valentino.
Per chi fosse nuovo rispetto al mondo degli Anime, sappiate che non limitano la propria visione ad un pubblico per bambini, ma molto spesso sono rivolti anche ad adolescenti ed adulti come nel caso di Your Name, una storia d’amore caratterizzata da un tocco di paranormale. I giapponesi hanno una visione particolare dell’amore, esistono infatti diverse parole per descrivere le diverse sfumature o fasi dell’innamoramento, che noi tendiamo ad esprimere semplicemente con la frase Ti amo. Stessa cosa se parliamo del destino, il quale dal popolo giapponese è visto come un filo rosso che lega due persone di qualsiasi sesso, età o etnia. In Giappone esiste la filosofia secondo cui non importa in che parte di mondo tu ti possa trovare e quanto tempo ci vorrà prima di incontrare la tua metà che sta all’altro capo del filo rosso. L’incontro è scritto, è destino.
Lo stesso destino che lega Mitsuha, una giovane studentessa della piccola città di montagna di Itomori e Taki, uno studente di Tokyo.
I due non si conoscono, ma per un inspiegabile scherzo del destino, improvvisamente si tumblr_ochdzu3fW41roj09io2_1280risvegliano l’uno nel corpo dell’altro, diventando i protagonisti di scambi di breve durata, che solitamente finiscono andando a dormire a fine giornata. I due non ne capiscono il meccanismo e non sanno cosa sia a scatenare gli scambi, ma trovano di comune accordo delle regole da rispettare per non invadere la privacy dell’altro.
Pur non vedendosi mai rispettivamente nei propri corpi, i due ragazzi imparano a conoscersi, a condividere le usanze di due città completamente diverse e ad apprezzare amici diversi rispetto a quelli di una vita intera; tanto che pian piano nasce un’affinità. Improvvisamente il film cambia atmosfera. Infatti gli scambi fra Taki e Mitsuha finiscono e se prima noi spettatori avevamo assistito alle vite di entrambi i ragazzi, ora rimaniamo solamente con Taki il quale non riesce a contattare telefonicamente Misthua e non comprende quale sia stato il fattore che abbia fatto svanire gli scambi.
Spinto dal desiderio di capire, Taki decide di prendere un treno per Itomori ed incontrare finalmente Mistuha di persona, vestendo i panni di se stesso .
Il viaggio è complicato, inspiegabilmente Taki non ricorda il nome della cittadina di montagna dove vive la ragazza e riesce solamente a farne un ritratto, grazie al quale riuscirà ad arrivare a destinazione. La verità viene a galla ed è sconvolgente sia per Taki, sia per noi che siamo rimasti in sala impazienti dalla voglia di scoprire dove sia finita Mitshua. Scopriamo che la ragazza ha effettivamente vissuto ad Itomori, ma tre anni prima rispetto al presente di Taki. your-name-mitsuha-miyamizu-taki-tachibana-tears-stars-couple-romance-anime-8165-resized.pngNon posso dirvi altro in merito a come si sviluppano le vicende, a dove sia Mitshua e a come Taki affronterà determinati problemi, in quanto rischierei di farvi enormi spoiler, anche perché la bellezza di questa pellicola sta nel fatto che le spiegazioni di determinati eventi o azioni che inizialmente non si riescono a comprendere, non vengono fornite immediatamente ma vengono mostrate lentamente, raccontante man mano che le scene si susseguono. Personalmente ho apprezzato questa modalità, in quanto ci vengono forniti accenni, spunti che contribuiscono a farci formulare delle ipotesi che vengono poi totalmente demolite dalla scena successiva che spiega ciò che realmente sta accadendo, ben lontano da quello che avevamo pensato precedentemente. La storia, nella sua semplicità, è a mio parere sorprendente e vera.
Il fatto di sentirsi nel posto sbagliato, inadeguati per il proprio contesto sociale o di sentire che manca qualcosa che si aspetta da molto tempo, ma non comprendere cosa o chi. Mitsuha e Taki sono questo, sono reali e caratterizzati alla perfezione con i pregi ed i difetti o debolezze tipiche degli adolescenti, come il non poter resistere dal mangiare dolci o il segreto desiderio di poter sentire cosa si provi a sfiorare il corpo dell’altro sesso; il tutto riportato con scene comiche inserite al punto giusto, per non rendere il film la solita storia d’amore e di destino trita e ritrita.
I disegni di Makoto sono lo sfondo ideale per questo racconto adolescenziale, un tocco di aria fresca tipica della cultura giapponese, per cui ho una particolare passione.
Trovo siano totalmente differenti dallo stile dello Studio Ghibli, rimasto ad un tratto retrò caratterizzato da facce paffute e occhi piccoli, Makoto preferisce optare per uno stile da mangaka moderno con colori pastello e figure slanciate, con occhi decisamente più grandi ed occidentali.
Da credente nel destino, ho apprezzato l’associazione al filo rosso che lega due animeyour-name-3 gemelle e il fatto che ci venga spiegato dallo stesso Makoto ad inizio film, particolarità che non avevo mai visto in nessun anime che ho collezionato sino ad ora nelle mie visioni. Ci spiega le motivazioni che lo hanno spinto a voler girare Your Name e come lui (e in generale i giapponesi) intendano l’amore e il destino, da qui l’associazione al filo rosso.
Qualche giorno dopo la visione ho comprato il romanzo di Your Name, sul quale però non voglio dilungarmi, in quanto ne sono rimasta molto delusa.
La delusione relativamente al romanzo non comporta un cambiamento del mio parere in merito alla pellicola, semplicemente penso che questa pubblicazione si poteva evitare.
Diciamo che segue il filone di Harry Potter e la maledizione dell’erede, ma con qualche differenza. Infatti non vi sono solamente le battute dei personaggi, ma anche descrizioni di scene o pensieri dei protagonisti il tutto però molto frivolo e con un linguaggio troppo colloquiale decisamente non adatto ad un romanzo ed è un peccato in quanto il tentativo c’è e si nota la differenza rispetto semplice copione su pagina di Harry Potter, ma purtroppo con poco impegno nell’approfondire la scrittura che poteva contribuire alla realizzazione di un romanzo piacevole.
Io non posso che consigliarvi la visione del film, in quanto merita la fama che si è creato.
Diamo spazio alle pellicole orientali, le quali molto spesso hanno un messaggio ben preciso che si cela tra le scene.

voto:5

PluffaCalderone
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