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Regali di Natale

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Ciao a tutti ragazzi e ben tornati nella mia piccola stanza! Il 2017 è ormai giunto tra noi, ma la magia del Natale aleggia ancora nell’aria. Infatti sono qui oggi, ancora aggrappata a quel misero residuo di spirito festivo, per mostrarvi cosa ho ricevuto in dono. E’ stato un Natale davvero fruttuoso, soprattutto parlando in termini libreschi, in quanto ho ricevuto davvero moltissimi libri che volevo già da qualche tempo e che finalmente posso custodire gelosamente nella mia libreria!
Ovviamente l’attesa non è stata facile, non c’è ambizione più grande per un lettore di quella di ricevere in regalo dei romanzi, ma quali saranno? Su quali romanzi sarà caduta la scelta di tal parente? Conoscerà i miei gusti? E’ consuetudine pensare che se una persona coltivi una data passione, allora è matematico che qualsiasi cosa rientri in tal passione piacerà sicuramente… no, no e ancora no! Non c’è nulla di più errato, soprattutto in ambito letterario. Ecco perché, con l’avvicinarsi delle feste, è mia abitudine iniziare a lasciare in mezzo a discorsi casuali, vari commenti personali su determinati romanzi su cui ho messo gli occhi. Sto anche molto attenta ad “istruire” genitori e fidanzato, in modo tale che possano passar parola correttamente… lo so, qualcuno di voi possa pensare che sia scorretto; ma sicuramente Babbo Natale non vede questo come un comportamento da catalogare nella lista dei cattivi. No, il caro vecchio Babbo sono sicura che comprenda il15672682_352676658430713_6383936928649326316_n mio desiderio di arricchire come si deve la mia libreria e tutto al solo scopo di accrescere la mia fame letteraria che mi attanaglia sempre di più.
Ultimamente il mio senso libresco, aveva messo gli occhi sulla nuova collana DELUXE della BUR Rizzoli. Una serie di classici in una edizione decisamente large, con copertina tendente al perlaceo brillante, soprattutto se messa contro luce, ed arricchita con splendide illustrazioni all’interno.
Il Natale scorso, da un amico, avevo ricevuto Moby Dick di Erman Melville e Frankenstein di Mary Shelley e per conto mio avevo preso in offerta Peter Pan di James Matthew Barrie.
Di recente erano usciti numerosi altri volumi che andavano ad arricchire di gran lunga la collana ed ecco che il 25 ricevo Le Favole di
Esopo, Le mille e una notte e infine La regina delle nevi e altri racconti di H. Christian Andersen. Non c’è altro da dire se non che sono una goduria per gli occhi e sicuramente un’ottimo cibo mentale. 15672886_352358035129242_361266994762325739_nProseguendo il tour nel magico mondo dei regali di Pluffa, fortunatamente i miei genitori mi hanno lasciato mano libera sulla scelta del mio regalo e sinceramente non mi pento nell’affermare che ho colto la palla al balzo. Sono sicura che voi, miei prodi colleghi topi da biblioteca, non giudicherete e quindi ecco svelati i due romanzi prescelti: Figlie Sagge di Angela Carter, una delle ultime uscite edite da Fazieditore e Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer edito da Ganda Editore dal quale è stato tratto il famoso film con Tom Hanks, che consiglio caldamente.15676514_352804671751245_8488165334486974794_o
Il mio fidanzato ovviamente non poteva non contribuire alla mia grande sete romanzesca e per questo lo ringrazio moltissimo. Infatti si è fatto porta voce dei miei desideri più profondi, assumendo quasi una sorta di ruolo di Santa Claus istruendo chiunque meglio che ha potuto. Unendosi al suo stesso suggerimento riguardo ai libri della BUR DELUXE, ha reso quasi completa la mia collezione regalandomi Il Richiamo della foresta di Jack London. Non soddisfatto, ha deciso di mirare al recente sentimento che è nato tra me ed un noto pittore, del quale ho elogiato più volte le doti anche sulla Pagina Facebook. Infatti mi ha regalato anche il cofanetto con i DVD Ufficiali su Vincent Van Gogh, un documentario completo sull’artista. Infine rimaniamo sempre nel tema libresco, ma variando un po’ gli ingredienti.
Sì perché un mio amico non mi ha regalato alcun romanzo, ma questo regalo è stato davvero inaspettato e soprattutto 15741259_353251068373272_1201460262540062623_noriginale, adatto ad una divora libri che si rispetti. Ebbene sì, sto parlando del timbro Ex Libris. Devo ammettere che, una volta scartato il pacchetto, non ho compreso immediatamente in quanto non mi sono mai realmente interessata a questo tipo di oggettistica. Però è bastato un semplice timbro per farmi innamorare all’istante.
Il mio amico me lo ha fatto fare su misura, con tanto di nome e cognome ed un simpatico gufetto munito di cappellino da giullare. Una volta tornata a casa, non ho perso un attimo di tempo ed ho timbrato tutti i miei libri, per decretarne ufficialmente la mia proprietà. Purtroppo la magia libresca ha dovuto avere un limite, ma i regali non sono comunque finiti.
Mia cugina, una mia amica ed una collega di lavoro hanno pensato bene di puntare al mio lato da fangirl su una delle mie più grandi passioni, ovvero il mondo Potteriano. 15780830_352309331800779_9111434988428349350_n
Infatti mia cugina, conscia anche del mio amore spassionato per il Natale, ha pensato bene di unire questi due aspetti regalandomi le palline di Natale delle quattro case di Hogwarts.
La mia amica, invece, facendo appello alle sue doti nei regali Homemade ha regalato a me e ad altri amici una serie di gadget potteriani, nello specifico: lettera di ammissione ad Hogwarts firmata direttamente da Minerva McGranitt, la lista dei libri di testo necessari per affrontare l’anno scolastico e la lista degli oggetti incantati da comperare. Bacchetta nella confezione del negozio di Ollivander, biglietto di sola andata dell’Espresso per Hogwarts del binario 9¾, cravattino della casata di a15697506_350548755310170_6753667592542283451_nppartenenza (nel mio caso Grifondoro) una mini pozione di Felix Felicis ed infine una tazza con scritto sopra “Expresso Patronum”.
Infine la mia collega d’ufficio ha puntato sempre al mio debole soprattutto nei confronti dei Grifondoro ed ha pensato bene di regalarmi il tappetino del mouse con lo stemma della casata.
Concludiamo questo meraviglioso giro turistico con gli ultimi regali, relativi al campo della moda. 15697201_353160848382294_8061048693451593709_n
Si è sparsa la voce in lungo e in largo della mia inclinazione agli indumenti tecnicamente definiti “pelusciosi” ed ecco quindi, in aggiunta alle altre ricevute negli scorsi anni, delle ciabatte a stivaletto a forma di coniglietto e completamente pelose. Non potete capire la morbidezza in cui sono approdata non appena le ho indossate la prima volta, il paradiso; ed infine due paia di calze collant (volpine, oddio!).
Spero che questo viaggio sia stato di vostro gradimento e che facciate sapere alla piccola stanza le vostre impressioni e giudizi.
Io come sempre vi abbraccio forte,

PluffaCalderone

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I piccoli aiutanti di PluffaCalderone – Elf

Per la rubrica “I PICCOLI AIUTANTI DI PLUFFACALDERONE”: In questo mese, ogni settimana la copertina del blog sarà dedicata ad un personaggio natalizio, raccontandovi le motivazioni che mi hanno portato ad amare e apprezzare ognuno di loro. Siamo arrivati alla quinta ed ultima settimana… ok oggi è già il 3 gennaio ma purtroppo le festività mi hanno attirato nella loro gioiosa morsa da cui ne sono uscita con in dono quasi 5 chili in più e una splendida influenza. Perdonatemi, quindi, per questo terribile ritardo, ma la febbre alta mi ha davvero stesa.

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QUINTA SETTIMANA

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elf-film-still-with-will-ferrellElf è il protagonista di una delle commedie più famose degli ultimi tempi, grazie soprattutto alla annuale riproposta televisiva di Italia Uno, con l’interpretazione di Will Ferrell. E’ un’ottima pellicola, specialmente se si vuole passare un’oretta e mezza in totale relax senza avere troppe pretese. Il film è semplice, senza trame articolate. Infatti siamo ai giorni nostri e Buddy, bambino in orfanotrofio, finisce per errore nella sacco del famosissimo Babbo Natale e per una serie di coincidenze verrà spedito al Polonord. Senza soluzione, gli elfi decidono di adottarlo e crescerlo secondo le tradizioni  che alimentano questa festa. Una volta cresciuto, però, Buddy viene a conoscenza della sua adozione scoprendo il nome del suo padre biologico. Parte così alla sua ricerca, ma una volta ritrovatosi faccia a faccia con il vero padre scoprirà la verità più atroce che poteva capitare ad un “elfo” del Polonord: suo padre è un cinico e freddo che vede Babbo Natale solamente come una figura commerciale tanto da essere presente sulla lista dei cattivi. Partirà così il suo nuovo obiettivo di mostrare la verità a suo padre ed aprire il suo cuore a questa calorosa festa.
Perchè gli ho dedicato l’ultima copertina del mese? Penso che il motivo sia lo stesso celato d-027-04dietro alla motivazione de Il Grinch. Il film, per quanto semplice e per certi versi banale, ha un messaggio chiaro e diretto. “Mai smettere di essere bambini”; infatti Buddy, pur essendo un uomo ormai cresciuto, guarda il mondo ancora con gli occhi di un bambino rimanendo sempre stupefatto da ogni particolare che circonda le sue giornate. Ovviamente non viene risparmiato il Natale, che è in ogni momento per un uomo grande e grosso come lui, fonte di calore e gioia infinita.
Tutto ciò viene sottolineato soprattutto tramite il rapporto con il padre, che è chiaramente il suo opposto: orgoglioso uomo d’affari che crescendo ha perso la gioia dello stupore e l’amore per il prossimo, basti vedere il rapporto che ha con il figlio più piccolo. Gelido e distaccato, un abbraccio è quasi sintomo di debolezza. Solamente con l’arrivo di Buddy, l’uomo capirà che nella vita c’è bisogno di stupore, di far emergere il nostro lato fanciullesco per mantenere così la nostra umanità.
Oltre alla piccola morale che si cela dietro alla pellicola, ho voluto inserirlo tra le copertine anche per la simpatia che provo nei confronti del personaggio e dell’intero film.
Infatti trovo Elf davvero spassoso, come dimenticare la scena del particolare pranzo elfico a base di dolciumi o il terribile incontro con il nano (famoso per il ruolo ne Il trono di spade) scambiato per un piccolo e tenero elfo o ancora quando al centro commerciale Buddy scopre che ci sarà Babbo Natale e pavoneggiandosi con altri bambini per la sua conoscenza, scopre che in realtà al suo posto vi è un “truffatore”. Come si fa a non amarlo?

PluffaCalderone

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I piccoli aiutanti di PluffaCalderone – Santa Claus

Per la rubrica “I PICCOLI AIUTANTI DI PLUFFACALDERONE”: In questo mese, ogni settimana la copertina del blog sarà dedicata ad un personaggio natalizio, raccontandovi le motivazioni che mi hanno portato ad amare e apprezzare ognuno di loro. Inoltre, nella colonna a sinistra della Home, troverete le letture a tema natalizio che intendo fare questo mese e di cui uscirà ovviamente la recensione dedicata.

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QUARTA SETTIMANA

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sannicola11Forse non tutti sanno che tutte le varianti mondiali del personaggio di Babbo Natale, più noto come Santa Claus, deriva da un personaggio storico di nome San Nicola, vescovo di Myra; considerato protettore dei bambini in quanto trovò e riportò in vita cinque bambini uccisi da un oste.
Ad oggi conosciamo Babbo Natale come un dolce vecchietto, un po’ paffutello e con una folta barba argentea, che sfoggia un morbido vestito di velluto rosso e bianco e lucidi scarponcini neri, ma è sempre apparso così al mondo? Per la versione attuale di San Nicola circolano diverse origini molto discordanti tra loro. Forse dovremmo ringraziare lo scrittore Newyorkese Clement Clarke Moore, il quale nella sua poesia “A Visit from Saint Nicholas” datata 1823, riportò il santo come un elfo dalla fisionomia un tantino rotondetta con l’inconfondibile barba bianca e gli ormai noti vestiti rossi con pellicciotto bianco, intento a guidare la sua slitta trainata da renne volanti per recapitare giocattoli racchiusi nel suo sacco.babbo-verde Nonostante questa fonte, molti però sono convinti che la figura di Babbo Natale come la conosciamo oggi sia opera della Coca-Cola, in quanto il noto marchio utilizzò in origine il personaggio come sponsor ma con il tipico vestiario di colore verde.
Solamente negli anni ’30, in occasione della pubblicità natalizia, si optò per il cambio in rosso in modo tale da richiamare la scritta riportata sulle bottiglie.
Contrariamente a quello che si pensa, la Coca-Cola non fu la sola ad utilizzare il caro e vecchio Babbo all’interno delle pubblicità, infatti anche la White Rock Beverages per l’acqua minerale o la Ginger Ale sfruttarono la sua immagine.
Abbiamo visto da dove deriva la sua figura e ipotizzato le sue origini, ma dove vive Babbo Natale? Ovviamente la sua dimora cambia a seconda delle tradizioni locali, ad
esempio negli Stati Uniti si dice che viva al Polo Nord, mentre in Europa è ormai nota la versione finlandese secondo la quale la residenza ufficiale sia in Lapponia, z416918sul Circolo Polare Artico. Se non avete mondo di fargli visita, vi basti sapere però che Babbo Natale possiede anche l’ufficio postale in Norvegia, dove vengono recapitate le letterine dei bambini di tutto il mondo.
Negli anni sono molte le tradizioni nate intorno alla sua figura e anche in questo caso variano a seconda della parte di mondo in cui ci troviamo. Durante la vigilia di Natale, negli Stati Uniti è usanza lasciare un bicchiere di latte e dei biscotti per dare le giuste forze al nostro Babbo per la sua impresa notturna. In Inghilterra, invece, vengono lasciati la Mince Pie, una torta di pasta frolla ripiena di frutta secca e Sherry.

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In questa settimana che precede la vigilia di Natale, non potevo non scegliere proprio la figura di Babbo Natale per questa piccola rubrica. Tutti noi pensiamo a lui con tanto affetto, ricordando di quando eravamo piccoli ed attendavamo speranzosi sfidando il sonno con ogni energia che avevamo in corpo pur di attendere la mezzanotte e vederlo varcare la soglia con in spalla il tanto desiderato sacco di regali.
Se pensiamo a lui, è inevitabile pensare alla nostra infanzia e ai momenti più belli che il Natale ci ha regalato. Quindi eccolo qui in copertina, pronto a rendere questa notte più magica che mai, può anche essere un’invenzione o una leggenda ma nonostante ciò io non voglio dimenticarlo e spero che non vogliate anche voi.

Buon Natale,
PluffaCalderone

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I piccoli aiutanti di PluffaCalderone – Il Grinch

Per la rubrica “I PICCOLI AIUTANTI DI PLUFFACALDERONE”: In questo mese, ogni settimana la copertina del blog sarà dedicata ad un personaggio natalizio, raccontandovi le motivazioni che mi hanno portato ad amare e apprezzare ognuno di loro. Inoltre, nella colonna a sinistra della Home, troverete le letture a tema natalizio che intendo fare questo mese e di cui uscirà ovviamente la recensione dedicata.

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TERZA SETTIMANA

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Il Grinch nasce da un racconto in rima per bambini di Theodor Seuss Geisel, con all’interno illustrazioni originali dell’autore. Il protagonista del racconto ha ottenuto il picco della notorietà con l’interpretazione cinematografica di Jim Carrey nel omonimo film del 2000. La storia è incentrata sulla figura del Grinch, un perfido mostro peloso e verde dall’indole cattiva, che ha come passatempo preferito distruggere il Natale dei bambini portando via loro i preziosi giocattoli. Solamente grazie all’aiuto di un’amorevole bambina, la quale comprende il vero significato del Natale, il cuore del Grinch ricomincerà a battere e a provare sentimenti.
La maggior parte della gente sicuramente vedrà il personaggio del Grinch solamente come l’antagonista della storia che gioisce nel rovinare la festa più attesa dell’anno ai bambini della città di Chinonso.
Beh, io lo vedo diversamente. Indubbiamente già dalle prime scene, il Grinch ci viene presentato come il Villain di turno, pronto a tutto pur di soddisfare la sua fame di vendetta nei confronti dei cittadini… ma cosa c’è realmente nascosto sotto quell’ammasso di peli verdi?
Forse non sono l’unica a vedere qualcosa di più. Infatti la piccola Cindy Lou andrà oltre alle apparenze e alla cattiva fama che accompagna il povero Grinch,tumblr_ld6ee7mugg1qa3c5to1_500 capendo anche il vero significato del Natale, perso invece dagli abitanti di Chinonso ormai accecati dalla frenesia degli acquisti che accompagna questa festa. Perché dedicargli la copertina e riservargli un posto speciale tra i miei personaggi preferiti? Molti tendono a disdegnare la pellicola per via, ad esempio, del racconto fuori campo in rima, delle canzoni o dell’eccessiva felicità degli abitanti di Chinonso; lasciandosi così sfuggire il significato che si cela all’interno della storia e dietro al burbero protagonista. Penso fermamente che il Grinch sia il personaggio perfetto per questo racconto, risultato di una chiara critica al consumismo. Pensateci un secondo, alterna il suo pungente cinismo a tratti di brusca acidità; ma allo stesso tempo ha un tale sarcasmo da non risparmiare nessuno, tanto meno se stesso. Si prende in giro, soprattutto dando uno sguardo agli eventi della sua misera vita, alleggerita dal fedele compagno Max; il tutto con spontaneità e simpatia. Ovviamente grande merito va al talento unico di Jim Carrey, il quale rende vivo il personaggio grazie alla sua incredibile interpretazione e ce lo fa amare in tutte le sue stranezze e sfaccettature.
Ma come dicevo prima, mai giudicare dalle prime apparenze. Infatti il Grinch in realtà non è che un’incompreso che reprime i suoi veri sentimenti a causa delle ingiustizie subite. Non a caso il vero Villain della storia è il sindaco il quale simboleggia l’ipocrisia e l’abuso di potere come entità istituzionale. Il nostro protagonista si ferma un’attimo e apre finalmente gli occhi alla realtà, capendo insieme a tutti i cittadini il vero significato del Natale. Bisogna mettere da parte la superficialità legata allo sperpero e ai regali per dedicare invece il tempo prezioso alla famiglia e a fronte della morale compresa, tutti i Chinonso accolgono finalmente con calore il Grinch unendosi tutti insieme calorosamente per mano.

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PluffaCalderone

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I piccoli aiutanti di PluffaCalderone – Ebenezer Scrooge

Per la rubrica “I PICCOLI AIUTANTI DI PLUFFACALDERONE”: In questo mese, ogni settimana la copertina del blog sarà dedicata ad un personaggio natalizio, raccontandovi le motivazioni che mi hanno portato ad amare e apprezzare ognuno di loro. Inoltre, nella colonna a sinistra della Home, troverete le letture a tema natalizio che intendo fare questo mese e di cui uscirà ovviamente la recensione dedicata.

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SECONDA SETTIMANA

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movies-image-movies-36256605-1920-1080Ebenezer Scrooge è il protagonista del racconto più famoso di Charles Dickens, Canto di Natale. Nella Londra del 1843, Scrooge è il classico vecchio borghese ricco. E’ palese come Dickens voglia trasportare su carta l’archetipo di uomo senza scrupoli e talmente avaro da spendere solamente il minimo indispensabile anche sulla cura della propria persona, indossando vestiti trasandati palesemente nascosti sotto una giacca leggermente più pregiata, unicamente con lo scopo di far buona impressione sui clienti del suo studio. La descrizione del suo aspetto fisico arricchiscono gli aspetti che compongono la sua avarizia, infatti non a caso Scrooge ha un aspetto magro, asciutto e gobbuto per via del troppo tempo a contare minuziosamente il suo danaro. Per concludere il quadro sulla sua personalità non poteva mancare l’odio verso il Natale, ritenendolo solo una pausa dal scrooge-mcduck-christmas-carol2_2lavoro, non avendo così modo di poter guadagnare il tanto amato ed agognato danaro. Oltre al danno, anche la beffa di dover riconoscere al suo contabile la paga del 25 dicembre nonostante a tutti gli effetti non lavori.
Di fronte ad uno spirito così arido, vi starete domandando perché è uno dei miei personaggi preferiti. Scrooge assolutamente non poteva mancare in questa mia lista, in quanto a parer mio Dickens ha deliberatamente voluto distaccarsi dai romanzi classici dell’epoca, i quali erano prettamente incentrati sul rapporto tra l’uomo e Dio, volendo spostare l’obiettivo su un aspetto altrettanto importante. Il rapporto tra gli uomini e soprattutto la redenzione. Infatti, la morale celata dietro il Canto di Natale è palese: anche per il più rigido e crudele degli uomini  è possibile una redenzione.
Scrooge, durante il romanzo, riceve la visita di tre fantasmi che rispettivamente rappresentano il passato, il presente ed il futuro; ai quali spetta l’arduo compito di mostrare la “povertà” d’umanità ed umiltà della sua vita che porteranno inevitabilmente a finire i suoi giorni in solitudine e senza amore. E, come si sul dire, sbagliando si a-christmas-carol-fantasma-del-natale-passatoimpara. Scrooge comprende che la vera, unica ed autentica felicità si realizza anche attraverso il prossimo, ricevendo in cambio un tipo di gioia che non si può comprare nemmeno con tutto l’oro del mondo. Oltre alla morale ovviamente sono molto affezionata alle trasposizioni cinematografiche, le più famose sono Canto di Natale di Topolino, dove Scrooge è rappresentato da Paperon de’ Paperoni, A Christmas Carol con Jim Carrey ed il mio preferito in assoluto, ovvero SOS Fantasmi (Scrooged titolo originale) con un intramontabile Bill Murray. Da piccola ero solita vedere in videocassetta quest’ultimo tanto che ormai ha un posto speciale nel mio cuore.

PluffaCalderone

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Alice from Wonderland di Alessia Coppola

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about the book

Titolo: Alice from Wonderland
Autore: Alessia Coppola
Editore: Dunwich Edizioni
Genere: Young Adult
Categoria: Fantasy
Pagine: 250
Cartonato: € 8,42   ● Ebook: € 2,49
Trama: Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland? Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia? Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto. Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile. Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile. Sottomondo non è mai stato così sopra. Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta.floral-line
Quanti di noi sono cresciuti con la storia di Alice nel paese delle meraviglie? Chi con le pagine del romanzo nate dalla fantasia di Lewis Carroll e chi, invece, insieme al cartone animato della Disney che era solito essere trasmesso in TV sempre la sera della vigilia di Natale. Con gli anni i tributi alla storia sono andati sempre più aumentando fino ai tanto discussi film del noto regista visionario Tim Burton con “Alice in Wonderland” e “Alice attraverso lo specchio”. Ma se invece Alice si trovasse nella Londra alice-alice-in-wonderland-full-1184084vittoriana, senza alcuna memoria di chi sia e del suo passato? Perennemente tormentata da un passato su cui non riesce far luce e dalla sua identità celata dal mistero, Alice si imbatte in un misterioso ragazzo anche lui affetto da amnesia di nome Edgar. E’ assunto presso una sartoria come cappellaio per via delle sue abilità nella creazione di copricapi di grande qualità, nonostante abbia perennemente l’aria smarrita.
Quando i due si sfiorano per la prima volta, tutto torna a galla portando luce finalmente sulla verità. Entrambi vengono dal Sottomondo, strappati dalla loro matta realtà insieme a tutti i personaggi del romanzo da due streghe, per vivere accanto a Lewis il loro autore.
Purtroppo, insieme alla memoria del loro passato i due ricordano anche la dolorosa morte di Lewis e la successiva dipartita degli altri personaggi.
Ad Alice però viene un’idea: e se tornassero a Wonderland? Inizia così il viaggio in cerca dei vecchi amici per ridar loro i ricordi perduti e convincerli a tornare tutti insieme alla loro vera casa; ma un’ostacolo si frappone sul loro cammino. Algar, alias il Brucaliffo, ricorda tutto del suo passato e accecato dall’amore per Alice, ormai una giovane donna, farà di tutto per rubarla al Cappellaio del quale lei è segretamente innamorata.
Non sapevo di preciso cosa aspettarmi da questo romanzo, non amo particolarmente i Retelling, in quanto a parer mio un bravo scrittore è in grado di creare un’ambientazione propria con personaggi totalmente nuovi; ma come sapete non sono una che giudica senza prima essermi fatta una mia opinione personale.
Inoltre mi era capitato spesso di imbattermi in recensioni inerenti a questo romanzo
leggendone sempre di positive. Così, avviata la collaborazione con la Dunwichc0699edd2b47d0e2a7e491017249b6eb Edizioni, mi sono convinta e ne ho richiesto l’ebook. Sono diverse le considerazioni finali di questa lettura e tutte contrastanti tra loro, quindi è davvero complicato trovare un punto da cui iniziare.
Inizierei con soffermarmi su uno degli aspetti che, ultimamente, giudico in particolar modo ossia la scrittura dell’autore. Indubbiamente Alessia Coppola si distingue rispetto alla fama che ricade ormai sulla qualità della scrittura degli Young Adult.
La sua scrittura è ricercata in quanto davvero ricca di metafore, molto spesso dal tono trasognante. Le ho trovate funzionali, soprattutto per quanto riguarda la parte descrittiva dell’ambientazione; aspetto che ormai molti autori tendono a ridurre ai minimi termini rendendo poi il risultato finale scialbo e scadente.
La Coppola è minuziosa sotto questo aspetto, arricchendo l’immaginazione del lettore, forse oserei dire che vi è addirittura un sovraccarico di metafore in alcuni casi, ma sempre ben costruite e adeguate alla scena del momento.
Nonostante questa ottima partenza, non mi sento di affermare di essere rimasta particolarmente rapita dalla storia. Purtroppo a mio parere i colpi di scena erano facilmente comprensibili, negando al lettore quella voglia irrefrenabile di sapere e capire cosa stia succedendo che spesso porta a leggere fino a notte inoltrata. Non ho trovato dettagli realmente interessati od originali, nemmeno sul finale… o meglio su entrambi i finali. Questa scelta, sinceramente, non l’ho capita appieno. Nonostante, la Coppola a fine romanzo abbia precisato cosa l’abbia spinta a scrivere due finali distinti, continuo a non capirne il senso. Non è una vera e propria critica, semplicemente odio i finali aperti e il fanservice, trovo entrambi inconcludenti.
12194671_899818926737926_6654668264307997533_oPersonalmente, il primo finale che suppongo sia quello ufficiale, nonostante sia un chiaro input per il seguito quindi molto vago e colmo di domande, l’ho trovato conforme alle vicende e ai personaggi portati in scena. E’ sul secondo che ho delle riserve, in quanto mi è sembrato un modo per “accontentare” i fan della storia d’amore tra Alice ed Egar, il Cappellaio.
Anche sui personaggi mi sono ritrovata a storcere un po’ il naso, soprattutto su Alice. Mi spiace avere un giudizio negativo sul protagonista, ma proprio non l’ho tollerata sin dalle prime righe. L’ho trovata un’Alice vuota, la cui uniche preoccupazioni erano i problemi di cuore legati al triangolo tra lei, il Cappellaio ed il Brucaliffo. Su quest’ultimo, invece, sono rimasta piacevolmente colpita. Sono sempre stata affascinata dalla figura del Dandy e lui a rispecchia alla perfezione. Tutte le volte che arrivava il capitolo dedicato al Brucaliffo, rubava totalmente la scena con il suo modo di fare ammaliante e persuasivo. Nonostante il suo personaggio penso sia stato un’ottimo risultato finale e ben costruito, inserito nel triangolo amoroso a parer mio è stato un disastro.
Come prima cosa… tutti sono fissati sull’amore tra Alice ed il Cappellaio unicamente per via dei film di Tim Burton e riproporlo in un Retelling lo trovo purtroppo scontato17334552-_sy540_.
Sapete quanto mi piacciano le storie d’amore ed il romanticismo in generale, ma in questo caso ho avuto serie difficoltà ad immedesimarmi con i personaggi e apprezzare il loro amore.
Da un lato abbiamo il Cappellaio, che cade continuamente in depressione per via della gelosia che prova dei confronti di Algar, dall’altro lato abbiamo il Brucaliffo che è talmente ossessionato da Alice tanto da confondere spesso l’amore con la possessione e poi c’è Alice che è perennemente indecisa.
Era come se l’obiettivo principale di tornare a Wonderland fosse messo in secondo piano rispetto alle problematiche di cuore di Alice.
Mi spiace, perché come detto all’inizio ci sono stati particolari che ho apprezzato ma che nel complesso a fine lettura non hanno contribuito abbastanza a cambiare la mia opinione altalenante.

voto: 2

PluffaCalderone

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I piccoli aiutanti di PluffaCalderone – Jack Skeletron 

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Ciao a tutti ragazzi e buon inizio Dicembre! Questo, come già accennato su Facebook, è il mio periodo preferito in quanto adoro il Natale. Amo girare per le strade freddolose della città ammirando le romantiche decorazioni luminose, entrare per negozi ed essere accompagnata da allegre canzoni di Natale, comprare i regali per amici e parenti e guardare film natalizi! Ecco perché questo mese il blog si trasformerà a tema, con recensioni romanzesche, di film e molte curiosità, tutto dedicato al periodo più magico dell’anno!
Oggi partiamo con la rubrica che ho deciso di chiamare I PICCOLI AIUTANTI DI PLUFFACALDERONE! Ogni settimana la copertina del blog sarà dedicata ad un personaggio natalizio, raccontandovi le motivazioni che mi hanno portato ad amare e apprezzare ognuno di loro. Inoltre, nella colonna a sinistra della Home, troverete le letture a tema natalizio che intendo fare questo mese e di cui uscirà ovviamente la recensione dedicata.
Spero rimarrete sintonizzati sulla mia piccola stanza, ma partiamo con il personaggio di questa prima settimana di dicembre!

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PRIMA SETTIMANA

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Jack Skeletron è il Re delle zucche della città di Halloween nel famoso film Nightmare before Christmas di Tim Burton. Subito si nota quanto Jack sia diverso dal classico Re tiranno, in quanto spicca subito la sua esuberanza, la sua passione e la bontà d’animo verso la sua cittadina. Nonostante ciò, rimaniamo ingannati dalle prime impressioni, in quanto ci troviamo davanti ad un protagonista dalle molteplici sfaccettature.
Se nei primi minuti del film veniamo travolti dalla sua contagiosa vitalità, poco dopo veniamo a conoscenza del suo lato più profondo e nascosto, infatti Jack è intrappolato in un’amletica crisi esistenziale che lo conduce ad un’inevitabile depressione.
Si ritrova ad essere un Re che non trae piacere dal suo potere, trovando solo una perenne insoddisfazione che fa crollare l’entusiasmo che lo ha sempre portato ad adorare la festa di Halloween. Si sente intrappolato nella routine del suo mondo, che ogni 31 ottobre si resetta ripartendo in un loop senza fine.
Fino a quando, la sua curiosità, non lo porta a spingersi oltre i suoi confini scoprendo un mondo totalmente nuovo: La città del Natale.
Tutto è magico, incredibile e finalmente stimolante, un’antidoto allo spleen che lo attanagliava. Ma è proprio ora che notiamo un’ulteriore sfaccettatura del carattere di Jack, la sua impulsività lo acceca portandolo a perdere la ragione, male interpretando il vero significato che si cela dietro al Natale. “Eureka” esclama il Re delle zucche, dopo una notte insonne cercando di carpire i segreti di questa misteriosa festività traendo, però, le c449661d102a20ad1f3361b8e00c9c63.jpgconclusioni errate. Alla cittadina rivela che il significato del Natale è celato nel dono, non capendo invece che in realtà tutto è racchiuso nella felicità che il dono comporta; portandolo così a produrre dei regali tristi e spaventosi.
Ultimo aspetto del suo carattere che ci viene mostrato è la sua incredibile ingenuità che lo porterà a credere di aver svolto talmente un ottimo lavoro durante la distribuzione dei regali la notte di Natale, tanto da scambiare gli spari offensivi per fiochi d’artificio di ringraziamento per il suo operato.
Jack è uno dei miei personaggi preferiti di sempre. Andando oltre al tema natalizio su cui ci siamo focalizzati sino ad ora, a mio parere Jack è davvero sorprendente. Penso lo sia specialmente per un motivo in particolare che vince su quelli fino ad ora elencati. Dopo esser precipitato dalla sua versione della slitta trainata dalle “renne”, ormai sconfitto dall’offensiva attuata dalla città del Natale; rinasce dalle sue ceneri come una fenice, comprendendo il suo vero ed unico posto nel mondo. Lui è il Re delle zucche! Comprende che non c’è nulla di meglio al mondo che essere semplicemente se stessi e tornando nella sua amata cittadina più forte e risoluto che mai. E’ un personaggio complesso ma che, se compreso e accettato, risulterà davvero incredibile. E poi diciamoci la verità, il doppiaggio italiano con la voce ed i testi di Renato Zero sono una bomba che donano all’intero soundtrack un’originalità pazzesca.

PluffaCalderone


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